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Ankh
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L'mwdamwdqankh (☥; anche chiamato mwdgcroce ansata e mwdwchiave della vita) è un antico e sacro simbolo egiziano. Gli dei della mweareligione egizia antica sono spesso raffigurati con un mweqankh in mano, o portato al gomito, oppure sul petto. In funzione di mweggeroglifico, l'mwewankh, oltre che significare "vita", assume diverse sfumature, in base al contesto in cui è inserito.
Contents
• Note
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Nell'Antico Egitto
L'ankh appare di frequente nelle opere artistiche dell'Antico mwfwEgitto. Nelle raffigurazioni divine appare come caratteristica delle stesse divinità, a indicare la natura ultraterrena e l'eterna esistenza di esse. In quanto è la vita il suo significato principale, abbinato agli dei ne indica la natura di forze cosmiche, generatrici dell'universo e dunque della vita. L'ankh veniva utilizzato in particolare come amuleto, capace di infondere salute, benessere e fortuna. Spesso alla morte di una persona, che venisse mummificata o meno, l'ankh era un elemento fondamentale, con il quale il corpo doveva essere sepolto. Un altro uso frequente dell'ankh era quello che lo vedeva in funzione di specchio, nel quale il vetro riflettente era posto nell'ansa.
Nel regno di Giuda
Nel 2009, nel corso di uno scavo archeologico effettuato ai piedi del lato meridionale del mwggMonte del Tempio a mwgwGerusalemme, fu rinvenuta una mwhabulla riportante il sigillo impresso del re mwhqEzechia (727–698 a.C.). Il sigillo, riportante il testo in antico ebraico "Appartenente a Ezechia [figlio di] Ahaz re di Giuda", raffigura anche un sole alato, con due ali rivolte verso il basso, fiancheggiato da due ankhcite-ref-1[1].
Nella tarda antichità
In epoca mwjaromana è probabile che l'ankh abbia influenzato il simbolo della mwjqmano di Venere (o mwjgspecchio di Venere), simbolo della mwjwdivinità, in seguito adottato come simbolo dell'omonimo mwkapianeta nell'mwkqastrologia; come simbolo del mwkgrame nell'mwkwalchimia e come simbolo del sesso femminile nella mwlabiologia.
Con l'imposizione del mwlgcristianesimo, e conseguente destituzione e persecuzione del mwlwpaganesimo, tutti i simboli appartenenti alla sfera di quest'ultima forma religiosa vennero repressi. Nonostante ciò l'ankh continuò a mantenere una certa importanza in mwmaEgitto date le profonde radici che il simbolo aveva nella cultura del luogo, e finì con l'essere assimilato dalla mwmqChiesa copta ortodossa e adottato come simbolo stesso del cristianesimo copto, data la similarità con la mwmgcroce e l'assenza di elementi mwmwzoomorfici o mwnaantropomorfici, ripudiati in origine dalla religione cristiana. Da qui la denominazione latina di mwnqcrux ansata, ovvero "croce ansata". Anche in epoca cristiana mantenne l'uso di amuleto.
Nella cultura di massa
• L'ankh è un elemento fondamentale del fumetto francese mwoqmwogAssassin's Creed.
• L'ankh è il Sigillo di Death, la sorella più grande della famiglia degli Eterni di mwpamwpqSandman, serie creata da mwpgNeil Gaiman nel 1989 sotto il marchio mwpwDC Comics. La serie tratta di sette fratelli che rappresentano le sette entità fondamentali dell'esistenza umana e in particolare di mwqaMorfeo "il plasmatore" di sogni. I sette fratelli, in ordine di "esistenza", sono: Destiny (sigillo: Libro), Death (sigillo: Ankh), Dream (sigillo: un elmo molto particolare), Desire (sigillo: Cuore), Despair (sigillo: anello uncinato), Destruction (sigillo: Spada), Delirium (sigillo: Scarabocchio casuale).
• La cantautrice mwqgAnastacia, prima della notorietà, si è tatuata l'ankh sul fondo della schiena. Diventa un suo simbolo in quanto sempre in mostra all'inizio della sua carriera e immortalato in alcuni album dell'americana.
• L'ankh fu utilizzato dal chitarrista Vinnie Vincent nel suo breve periodo di militanza nei Kiss.
• In mwrqmwrgYu-Gi-Oh!, prima serie dell'mwrwomonimo franchise, mwsaShadi, il custode degli mwsqOggetti del Millennio, è anche il possessore della Chiave del Millennio, un artefatto proprio a forma di ankh, che gli permette di sondare le anime. Lo stesso simbolo è ripreso nella raffigurazione giapponese della carta Magia mwsgMostro Resuscitato, anche se nella versione occidentale è stata modificata con un altro simbolo.
• Nel film di fantascienza mwtamwtqLa fuga di Logan una chiave ankh conduce a un misterioso luogo di salvezza chiamato Santuario.
• Nel mwtwterzo episodio della serie di videogiochi mwuamwuqCrash Bandicoot, le reliquie del tempo hanno la forma di un ankh.
• Nel film di Tony Scott "mwwaMiriam si sveglia a mezzanotte" (the Hunger) la protagonista, un vampiro proveniente dall'antico Egitto, usa l'ankh come monile, all'interno del quale si cela un piccolo pugnale, che usa per uccidere le proprie vittime per cibarsi del loro sangue.
• Nella saga letteraria mwwgThe Kane Chronicles l'ankh è il simbolo della Casa della Vita ed è molto importante nella saga stessa.
• Nella terza serie del manga “mwyaLe bizzarre avventure di Jojo” (Jojo no kimiyō na bōken ndr) Il personaggio del monaco egiziano Abdul (Avdol ndr.) portatore dello stand “Magician Red” in grado di creare e controllare le fiamme a suo piacimento, padroneggiava una tecnica nominata “Cross Fire Hurricane” che consisteva nella capacità di creare un grosso Ankh infuocato col quale colpire gli avversari. Essendo, come detto prima, in grado di controllare a suo piacimento questo costrutto di fiamme, egli era in grado di fare cose del tipo nasconderlo sotto terra per colpire il suo avversario alla sprovvista oppure dividerlo in Ankh più piccoli in grado di coprire un maggior fronte d’attacco (variante Cross fire hurricane special)
Note
cite-note-11. ↑ mwzwFirst ever seal impression of an Israelite or Judean king exposed near Temple Mount, The Jerusalem Post, 12-02-2015, ultimo accesso: 15-03-2016.
Bibliografia
• Mario Tosi, mwawDizionario enciclopedico delle divinità dell'antico Egitto, vol. I, Ananke, ISBN 88-7325-064-5.
• Margaret Bunson, mwbgEnciclopedia dell'antico Egitto, Fratelli Melita Editori, ISBN 88-403-7360-8.
• Guy Rachet, mwcqDizionario Larousse della civiltà egizia, Gremese Editore, ISBN 88-8440-144-5.
• Edda Bresciani, mwdaGrande enciclopedia illustrata dell'antico Egitto, De Agostini, ISBN 88-418-2005-5.
• Maurizio Damiano-Appia, mwdwDizionario enciclopedico dell'antico Egitto e delle civiltà nubiane, Mondadori, ISBN 978-88-04-42876-3.
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